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Laura Maresca - Psicologa Roma

Tradimento

Infedeltà: il tradimento nella coppia – parte 2


Nell’articolo precedente ho parlato dei vari tipi di tradimento, dando risalto al fatto che il tradimento non è altro che un sintomo: il sintomo che nella coppia qualcosa non ha funzionato, si è creata una distanza tra i partner che viene colmata da altro: donne/uomini, lavoro, figli, ecc… Se guardiamo al tradimento come sintomo di malessere allora cambia la prospettiva con la quale guardiamo anche al traditore e al tradito.


Chi è il traditore e chi il tradito?

Due protagonisti di questo dramma: traditore e tradito. Nell’immaginario comune il traditore è il cattivo della storia, mentre il tradito è la vittima. Siamo proprio sicuri che sia così?
Carotenuto scrive: “la via del traditore e del tradito si rivela sempre la stessa: il tradito merita di essere tradito e il traditore è costretto a tradire” .
Il tradimento non è mai imputabile soltanto a uno dei componenti della coppia: traditore e tradito recitano ambedue un preciso copione.
Un tradimento si inserisce sempre e solo quando in una relazione di coppia è presente un problema, una distanza. Probabilmente questa distanza dura da tempo, i protagonisti non sanno dirsela, oppure uno la dice ma l’altro non ascolta. A questo punto il traditore agisce la crisi e a lui spetta un compito gravoso: si prende la responsabilità di preparare le basi per una revisione e/o dissoluzione del rapporto. Spesso il tradito da tempo presagiva il dramma, ma aveva bisogno di negarlo perché aveva investito tutto sull’altro.
Il tradimento può essere letto, quindi, non solo come un abbandono dell’altro, ma come un rabbioso tentativo di riconoscimento di quelle parti di sé soffocate nella relazione.
È chiaro allora che il tradimento ha due aspetti: da un lato è la conseguenza di un malessere di coppia, dall’altro è il tentativo di attuare un cambiamento.

Cosa significa rimanere fedeli

Ma, quindi, in una relazione di lunga durata, è possibile rimanere fedeli? È una limitazione che ci poniamo? Una scelta? Oppure un accadimento? In una relazione di lunga durata poche cose accadono casualmente, invece è necessario porsi il problema e comprendere quale strada ognuno di noi deve seguire per raggiungere lo scopo. Esistono quattro tipi di fedeltà:

– Fedeltà passiva: per paura di assumersi la colpa di trasgredire o per inerzia.
– Fedeltà attiva: decisione di non tradire, non per timore ma per scelta di valori e per disciplina pulsionale.
– Fedeltà difensiva: non tradire per paura che l’altro ripaghi con la stessa moneta.
Infine, ed è la caratteristica delle persone sicure, c’è chi ha la capacità di approfondire sempre di più il rapporto, di investire nel partner e nella relazione e rimanere di conseguenza fedele.

Come si può rimanere fedeli?

Investire sul partner e sulla relazione per rimanere fedeli significa lavorare ogni giorno su se stessi e con il partner. Si può rimanere fedeli se:
– Si continua a crescere personalmente e di conseguenza nella relazione;
– Si pianifica del tempo da passare insieme e lo si protegge dall’invasione di altre richieste e attività;
– Si affrontano i problemi al loro insorgere, piuttosto che aspettare fino a quando le cose diventano intollerabili;
– Si coltiva l’intimità sessuale.

È possibile allora restare fedeli tutta la vita?

Possibile se ci si permette di essere infedeli a quella idea di se stessi e della propria coppia non pretendendo immobilità negli anni.
Siamo soggetti a cambiamenti continui, a desideri e necessità mai immobili. La coppia può scegliere di prendersene cura o lasciar andare stringendo le briglie in un patto arido e senza possibilità di guardarsi intimamente. Nel momento in cui si è leali solo al patto la possibilità di un tradimento, presto o tardi, diventa concreta. Finché, invece, risulta possibile giocare con le possibilità di cambiamento di se stessi e della coppia, aggiustando il tiro, ascoltando le personali trasformazioni, rinnovando l’incontro, allora potrebbe non essere necessario tradire al di fuori della coppia, diventando, a tutti gli effetti, gli amanti uno dell’altra.
Non una fedeltà per paura di cosa possa capitare dopo, ma un’attiva ricerca di soddisfazione nella coppia, mettendosi a rischio di crisi e rivoluzioni interne, per poter godere poi del rinnovato equilibrio insieme.

In questi due articoli sul tema spinoso e doloroso del tradimento ho messo prima in luce i motivi che conducono a questo evento per poi vedere come entrambi i partner in quest’ottica diventano responsabili di ciò che è accaduto. La fedeltà di conseguenza diventa una scelta giornaliera, praticabile solo se si sceglie di rinnovare costantemente il rapporto di coppia, mantenendosi in ascolto delle proprie e altrui necessità.
Rimane solo un punto da affrontare: dopo il tradimento la coppia come può andare avanti? Quali sono le possibilità future? Nel prossimo articolo affronteremo questo ultimo argomento per concludere il tema del tradimento.

Bibliografia suggerita:

A, Carotenuto. Amare e tradire, 1991
G. Attili, Attaccamento e amore, 2004

D. Schnarch, La passione nel matrimonio, 2001

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